In Treno in Tre No

Scritto e interpretato da Giuseppe Manfridi

In una sorta di conferenza-spettacolo  concepita all’insegna del divertissement verbale, del calambour e di azzardati funambolismi metrici (con sviluppi interattivi in cui verranno coinvolti gli spettatori), l’atto performativo di Giuseppe Manfridi si propone di elaborare un viaggio nelle pieghe del linguaggio e della parola per sondarne le infinite possibili magie, le ambiguità sulfuree e i mille giochi alchemici che se ne possono cavare. In primo piano, si condurrà lo spettatore nell’analisi delle strutture metriche, esplorate in modo da renderne accessibile a chiunque l’armamentario tecnico e i prodigiosi risultati formali a cui possono dar luogo.  Il monologo scivolerà, all’insegna di uno spettacolo puro, nelle misteriose doppiezze della parola, capace di mascherare se stessa a difesa di un senso criptato. Sonetti monoconsonantici, strofe elaborate con due sole lettere, palindromi di estensione innaturale, chiacchierate al contrario (!), inversioni di senso e fulminanti atti unici saranno i veri personaggi di questa stralunata e ‘diabolica’ esibizione che si ispira a Raymond Queneau, George Perec, Marcello Marchesi, Ennio Flaiano, Primo Levi e Achille Campanile, numi tutelari nei virtuosismi umoristico-stilistici. Il performer si cimenterà in una dimensione letteraria apparentemente ludica, rivelatrice, in realtà, di un approccio serio alla natura operaia dello scrivere.

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